Il presidente Manuel Santos: «Il generale libero sabato»

 

 Geraldina Colotti, 26.11.2014 “Il Manifesto”

Colombia. Croce Rossa e mediatori pronti ad accogliere i prigionieri

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Colombia, manifestazione per la pace

 © Reuters

 

 

«Verrà libe­rato sabato». Così ha annun­ciato in twit­ter il pre­si­dente colom­biano Manuel San­tos. Sabato pros­simo, le Forze armate rivo­lu­zio­na­rie colom­biane (Farc) dovreb­bero quindi rila­sciare il loro pri­gio­niero di guerra più tito­lato, il gene­rale Ruben Dario Alzate Mora,comandante della Forza di Tarea Titan. Con lui, dovreb­bero tor­nare a casa anche il sot­tuf­fi­ciale José Rodri­guez Con­tre­ras e l’avvocata dell’esercito Glo­ria Urrego, cat­tu­rati nel Choco, una zona con­trol­lata dalla guer­ri­glia. Il pre­si­dente ha assi­cu­rato di aver già sospeso le ope­ra­zioni mili­tari nella zona, come richie­sto dalla guer­ri­glia e dalle orga­niz­za­zioni popo­lari della sini­stra, che pre­mono per la ripresa delle trat­ta­tive di pace.

Il gene­rale e gli altri pri­gio­nieri avreb­bero potuto tor­nare a casa già prima, ma le Farc hanno denun­ciato la man­cata sospen­sione delle ope­ra­zioni mili­tari e la libe­ra­zione è stata ritar­data. Il gene­rale — ha fatto notare la guer­ri­glia mar­xi­sta — ha vio­lato i pro­to­colli di sicu­rezza, adden­tran­dosi disar­mato e in abiti civili in quella zona di guerra. Lo stesso San­tos si è pub­bli­ca­mente inter­ro­gato sul per­ché il gene­rale — non certo un novel­lino — si tro­vasse in quella zona. E in molti hanno visto un qual­che inter­vento del prin­ci­pale nemico del pro­cesso di pace, l’ex pre­si­dente Alvaro Uribe. Quest’ultimo ha d’altro canto annun­ciato la cat­tura del gene­rale ben prima che il governo ne desse noti­zia uffi­cial­mente. E San­tos ha subito sospeso i col­lo­qui gover­na­tivi, in corso all’Avana da due anni. Le Farc hanno però dopo poco annun­ciato la loro volontà di libe­rare i pri­gio­nieri senza con­di­zioni. Nel frat­tempo, la sini­stra mani­fe­stava soste­gno alla ripresa del dia­logo che può por­tare a solu­zione poli­tica il cin­quan­ten­nale con­flitto armato in Colom­bia. E per dare un segnale pre­ciso, la guer­ri­glia ha con­se­gnato ai garanti del pro­cesso di pace (Nor­ve­gia, Vene­zuela e Cuba) due sol­dati cat­tu­rati durante uno scon­tro nell’est del paese, il 9 novem­bre. La Croce rossa li ha presi in con­se­gna e li ha affi­dati all’esercito per­ché li ripor­tasse a casa.

Le trat­ta­tive all’Avana sono in corso dal 12 novem­bre del 2012 e sono stati rag­giunti già impor­tanti accordi pre­vi­sti in agenda. Quando il dia­logo è stato inter­rotto, stava per arri­vare a Cuba un altro gruppo di vit­time, parte in causa nel pro­cesso di pace. Si cal­cola che il con­flitto armato abbia pro­dotto quasi 4 milioni di sfol­lati e 600.000 morti. Il pro­cesso di pace ha rimesso in moto ener­gie nuove e nuove spe­ranze, in Colom­bia, e la sini­stra ha votato per la rie­le­zione di San­tos soprat­tutto in quanto por­ta­tore di una solu­zione poli­tica: il cui qua­dro non risol­verà certo i pro­blemi strut­tu­rali del paese ma potrebbe creare i pre­sup­po­sti per un cam­bio di indi­rizzo pro­fondo. Anche per que­sto, alcuni movi­menti popo­lari come Mar­cia patriot­tica hanno deciso di pre­sen­tarsi alle ele­zioni comu­nali dell’anno prossimo.